Cosa abbiamo detto a Natale?

30 dicembre 2010

Sarebbe una ricerca interessante verificare cosa nella chiesa italiana si sia detto per aiutare ad entrare nel Mistero del Natale. Ovviamente non è possibile.

Un qualche aiuto viene da Avvenire che, come dopo ogni grande festività, riporta anche se in modo sommario, le omelie di alcuni vescovi italiani. Utilizziamo liberamente queste presentazioni per continuare la riflessione sulla necessità di comprendere quali racconti stiamo utilizzando nel tentativo di ridire e ridirsi la fede.

1. Ci sono vescovi che invitano a recuperare il senso del Natale perchè includa nei festeggiamenti il…Festeggiato! La sua mancanza manifesta il crescente ateismo (nel senso di perdita di riferimento) della nostra società occidentale.

2. La maggior parte degli interventi si concentra sulla conseguenza solidale del Natale: la nascita di Gesù si invita alla vicinanza con gli ultimi e i sofferenti. Qualche vescovo include nella riflessione le situazioni storiche e i fenomeni sociali più ampi (Cristo ci porta la pace come fine di ogni oppressione). Solo qualcuno si interroga sulle mediazioni politiche di questo invito (illegalità e ingiustizia sociale). Ma la quasi  totalità non si preoccupa dei collegamenti interni al racconto del Natale-solidarietà. Quale racconto “di fede”, teologico, può sostenere questo invito perchè non sia percepito come occasionale, emotivo, individuale e moralistico? Qualcuno accenna alla conseguenza della nascita povera e della rivelazione di Dio nella povertà e piccolezza.

3. Solo un paio di vescovi organizzano la loro riflessione modulando il Natale come “nascita del significato” che rende piena la vita. Si usa il linguaggio della luce, del senso, della prospettiva della vita buona, dei valori autentici della vita, speranza  affidabile, dono di occhi nuovi su noi stessi, sugli altri, sul mondo. E’ la linea del Natale-illuminazione che in questo anno si declina anche con le espressioni educazione e vita buona. Anche questa prospettiva soffre di un racconto poco  convincente. Quale sarebbe la memoria che possa illuminare la vita quotidiana? Come collegare la narrazione dei Vangeli con il senso della Pasqua e della morte di Gesù? E come illuminare la vita con la formulazione ellenica del Credo? Non è questione di non riconoscere le verità fondamentali della fede ma di poterle narrare in rapporto alla quotidianità. Perchè non rimangano vuote.

4. Poche riflessioni rimangono con coerenza nella lettura pasquale del Natale. Con la nascita di Gesù giunge a noi la misericordia di Dio e il dono della redenzione che ci permette di rinascere a vita nuova. Spesso queste riflessioni non contengono, nel loro racconto, riferimenti alla realtà quotidiana.

In conclusione le sensazioni sono diverse. Non è praticamente presente l’annuncio “dogmatico” del Natale. Il problema non è l’incarnazione e il rapporto tra le persone della Trinità. Ma prevale l’interpretazione “storico-salvifica” del Mistero. Il senso per noi è al centro delle preoccupazioni dei vescovi. Si percepisce il desiderio di annunciare il senso di un evento ritenuto e sperimentato (in alcune riflessioni questo si avverte forte) come decisivo per tutti e non solo per i credenti. Ma questo bisogno di significato (meglio che “di senso”) si limita troppo alla sfera individuale? Sembra capace di generare solo impegni personali o testimoniali?

E soprattutto questo “annuncio” (è un vero Primo Annuncio) da quale racconto complessivo può essere sostenuto? Quale è la radice, la motivazione di fondo, per cui tale annuncio può essere “ragionevole” e non solo razionale ?

Per i riferimenti vedi su http://www.avvenire.it/

Aa.Vv., Nella Notte Santa una speranza per l’Italia, in Avvenire, 2010, 28 dicembre
Pittaluga P., Natale, la bellezza di accogliere Gesù, in Avvenire, 2010, 28 dicembre
Pittaluga P., I vescovi: «Natale, seme di futuro per l’umanità», in Avvenire, 2010, 29 dicembre.


Cosa diremo a Natale?

23 dicembre 2010

Sto iniziando a preparare la liturgia di Natale.  L’intera liturgia ha una ricchezza sempre nuova e sempre attuale a cui ispirarsi. Ma il peso della preparazione dell’omelia, l’azione propria del celebrante che fa risuonare il messaggio della fede confessandolo nell’oggi della comunità,  diventa sempre più pesante. Leggi il seguito di questo post »


Orientamenti? Bibbia? Censis? No, Luce del Mondo

9 dicembre 2010

Mi colpisce la quantità di reazioni della stampa e dei media alla comunicazione ecclesiale di questi ultimi tempi. Mi fa pensare molto. Abbiamo infatti avuto interventi sulla Nuova Evangelizzazione, sugli Orientamenti dei Vescovi circa il prossimo decennio dedicato alla educazione, una nuova esortazione post-sinodale sulla Scrittura nella vita della chiesa. Una sottoesposizione; informazioni che sono state ritenute una “non comunicazione”, una “non notizia”.

La loro attenzione, cioè quello che per loro è “la notizia da urlare” è una (due) espressioni del nuovo libro intervista del Papa Benedetto XVI nuovamente concessa a Peter Seewald. Essa riguarda la “apertura” del Papa alla intenzionalità morale che permetterebbe l’uso dei contraccettivi in alcuni casi. Riportandola nessuno ha banalizzato la cosa perchè per tutti è stato chiaro (New York Times in primis) che l’espressione è simbolica di un nuovo rapporto con la modernità e la soggettività della coscienza umana. E’ così? E’ piaciuto interpretarla così? Nel gioco della comunicazione non ha importanza. Il messaggio non è solo quello che l’emittente trasmette ma include anche la decodificazione del ricevente! Leggi il seguito di questo post »


Censis, il capitolo «Processi formativi»

7 dicembre 2010

Sintetizzo e sottolineo alcuni passaggi del “Comunicato Stampa” circa il capitolo «Processi formativi».

  • Rallenta la crescita degli alunni stranieri a scuola la cui presenza ora si attesta a 44.232 alunni, che portano a un peso percentuale del 7,5% sul totale della popolazione scolastica.
  • Aumentano le esperienze di alternanza scuola-lavoro che nel 2009-2010 hanno coinvolto 71.561 studenti (+3,2%)
  • cresce il contributo finanziario richiesto a famiglie e privati dalle scuole italiane. Nelle scuole di II grado il contributo medio supera gli 80 euro pro-capite, con oscillazioni fino ai 260 euro nei licei Leggi il seguito di questo post »

Censis, 44 rapporto Italia

5 dicembre 2010

Le Considerazioni generali introducono il Rapporto sottolineando come la società italiana sembra franare verso il basso sotto un’onda di pulsioni sregolate. L’inconscio collettivo appare senza più legge, né desiderio. E viene meno la fiducia nelle lunghe derive e nella efficacia della classe dirigente. Tornare a desiderare è la virtù civile necessaria per riattivare la dinamica di una società troppo appagata e appiattita. Nella seconda parte, La società italiana al 2010, vengono affrontati i temi di maggiore interesse emersi nel corso dell’anno: la pericolosa china verso l’appiattimento, la proliferazione della logica d’offerta, l’intreccio (virtuoso o pericoloso) dei sottosistemi, la frammentazione del potere. Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro e la rappresentanza, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti economici, i media e la comunicazione, il governo pubblico, la sicurezza e la cittadinanza.

i diversi capitoli sono scaricabili direttamente dal sito www.censis.it (rapporto annuale) previa registrazione
i commenti sintetici [comunicati stampa] si possono leggere direttamente.

Segnalo
Un inconscio collettivo senza più legge, nè desiderio
processi formativi
Comunicazione e media


Il primo annuncio\3 cenni bibliografici in Italia…

3 dicembre 2010

Nella riflessione pastorale di questi anni gli autori si sono mossi nella direzione della definizione di PA dentro il processo di evangelizzazione[i],
della indagine biblica tesa a definire il contenuto e le dinamiche del PA[ii] della analisi della cultura contemporanea[iii],
della analisi della situazione pastorale[iv],
della descrizione di esperienze[v]
e anche della recensione di tentativi di sussidiazione[vi].
Tenendo conto di questa enorme riflessione e sperimentazione colloco alcune riflessioni come sottolineature necessarie per una progettazione adeguata Leggi il seguito di questo post »


No alla pastorale “fotocopia”. Riflessioni sulla nuova evangelizzazione

1 dicembre 2010

Ridire la fede in parrocchia. Percorsi di evangelizzazione e di formazioneE’ in libreria un mio nuovo agile volumetto  dedicato alla definizione e organizzazione della rievangelizzaione degli adulti battezzati ma che non hanno realizzato una vera scelta per il vangelo

Sintesi

Senza un’adeguata pastorale degli adulti la comunità rischia di essere sterile, d’interrompere la trasmissione del messaggio tra le generazioni e soprattutto di non vedere come il Vangelo entra in dialogo con la cultura del nostro tempo e la feconda. A fondamento della “fatica” della nuova evangelizzazione sta quindi la motivazione missionaria. Leggi il seguito di questo post »


Il primo annuncio\2 tra dieci anni quanti ne avremo?

29 novembre 2010

Continuo la riflessione già iniziata con il post Il primo annuncio\1 dentro la svolta misisonaria…

Tipologie di primo annuncio

Prendiamo atto che esiste una pluralità di PA in Italia oggi. Il rapporto tra kerigma e interpretazione produce spiritualità plurali. La Cei, i movimenti e associazioni, gli ordini religiosi, si diversificano non tanto per la selezione del kerigma quanto proprio per la interpretazione o attualizzazione o spiritualità. In forma sintetica si possono trovare tre “racconti” o interpretazioni. Leggi il seguito di questo post »


Il primo annuncio\1 dentro la svolta missionaria…

25 novembre 2010

Sintesi intervento di Luciano Meddi, Napoli 24 novembre

Il ruolo del PA nella pastorale missionaria

1. nel rinnovamento pastorale. La riconsiderazione missionaria della pastorale (cf. AG e RM) vede l’agire ecclesiale secondo passaggi definiti: testimonianza della comunità e pratica dell’amore; dialogo con le culture e le religioni; evangelizzazione del progetto salvifico di Dio il cui nucleo essenziale è kerigma attraverso il PA, la iniziazione cristiana e la formazione cristiana. In questa prospettiva PA e kerigma coincidono . A tale proposito si deve sottolineare che il PA si collega inevitabilmente ad un programma di Nuova Evangelizzazione. Leggi il seguito di questo post »


Educazione e pastorale\4. Obiettivi da realizzare nel decennio: la IC

12 novembre 2010

Continuando la lettura degli Orientamenti Cei per gli anni 2010-2010 a partire dal capitolo 5 dedicato alle “indicazioni per la progettazione pastorale” (vedi su questo blog la precedente analisi della prima parte) analizziamo la prima delle tre suggestioni (nn. 54-56). La situazione educativa attuale, infatti, richiede “nuove scelte di progettazione”. Il documento si concentra su tre ambiti privilegiati. Leggi il seguito di questo post »


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