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	<title>cantieri della pastorale</title>
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	<description>la prospettiva messianica</description>
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		<title>cantieri della pastorale</title>
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		<title>La forma missionaria della chiesa. Indicazioni teologico-pastorali</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 16:15:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciano meddi</dc:creator>
				<category><![CDATA[parrocchia missionaria]]></category>

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		<description><![CDATA[“Il titolo più esatto per questa relazione potrebbe essere: quale Chiesa ha senso nella prassi pastorale? Non possiamo non prendere coscienza, infatti, che sia nella riflessione teologica che nella prassi la Chiesa appare spesso come problema. Nonostante l’enorme afflusso di pellegrini in determinate occasioni, l’attuale organizzazione della Chiesa è vista problematicamente non solo da intellettuali e persone [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantieridellapastorale.wordpress.com&amp;blog=14314182&amp;post=569&amp;subd=cantieridellapastorale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.sstrinita-villachigi.com/public/news/280.jpg" alt="" /></p>
<p>“Il titolo più esatto per questa relazione potrebbe essere: <strong>quale Chiesa ha senso nella prassi pastorale?</strong> Non possiamo non prendere coscienza, infatti, che sia nella riflessione teologica che nella prassi la Chiesa appare spesso come problema.<br />
Nonostante l’enorme afflusso di pellegrini in determinate occasioni, l’attuale organizzazione della Chiesa è vista problematicamente non solo da intellettuali e persone critiche ma anche e soprattutto da molti vescovi e teologi. E’ in discussione per il suo rapporto con la modernità.</p>
<p>E’ in discussione il modello di fede e di missione che vivono i cristiani dentro di essa. E’ in discussione la sua organizzazione interna. In buona sostanza: si vuole una Chiesa diversa. Centrata sul recupero delle categorie bibliche e patristiche fatte dal Concilio (in modo particolare la categoria “Chiesa povera e Chiesa di poveri”) e in rapporto con la teologia dei segni dei tempi.</p>
<p>Da questi autori e responsabili ecclesiali il tema sembra così determinante per il “futuro del cristianesimo” che è continuamente oggetto di riflessione, anche recentemente&#8230;[<a href="http://www.lucianomeddi.eu">leggi tutto</a>]</p>
<p><span style="font-size:x-small;">Meddi L. La forma missionaria della Chiesa. Istanze dalla prassi pastorale, in Aiosa C.-Giorgio G. (a cura di), Credo la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, Edb, Bologna 2011, 71-111.</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cantieridellapastorale.wordpress.com/569/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cantieridellapastorale.wordpress.com/569/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cantieridellapastorale.wordpress.com/569/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cantieridellapastorale.wordpress.com/569/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cantieridellapastorale.wordpress.com/569/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cantieridellapastorale.wordpress.com/569/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cantieridellapastorale.wordpress.com/569/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cantieridellapastorale.wordpress.com/569/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cantieridellapastorale.wordpress.com/569/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cantieridellapastorale.wordpress.com/569/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cantieridellapastorale.wordpress.com/569/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cantieridellapastorale.wordpress.com/569/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cantieridellapastorale.wordpress.com/569/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cantieridellapastorale.wordpress.com/569/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantieridellapastorale.wordpress.com&amp;blog=14314182&amp;post=569&amp;subd=cantieridellapastorale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Albano: un percorso di IC con i ragazzi 0-18 anni</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 02:05:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciano meddi</dc:creator>
				<category><![CDATA[iniziazione dei ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[parrocchia missionaria]]></category>

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		<description><![CDATA[La proposta diocesana dell’IC per i bambini e i ragazzi. Presentiamo la bozza di struttura per l’Iniziazione Cristiana per i bambini e i ragazzi. Questo percorso si rivolge alla età compresa tra gli 0 e i 18 anni. Premessa Anzitutto perché questa proposta? L’obiettivo generale è accogliere e accompagnare le famiglie nell’educazione alla fede e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantieridellapastorale.wordpress.com&amp;blog=14314182&amp;post=557&amp;subd=cantieridellapastorale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cantieridellapastorale.files.wordpress.com/2011/06/albano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-558" title="albano" src="http://cantieridellapastorale.files.wordpress.com/2011/06/albano.jpg?w=450&#038;h=422" alt="" width="450" height="422" /></a></p>
<p><strong>La proposta diocesana dell’IC per i bambini e i ragazzi.</strong></p>
<p>Presentiamo la bozza di struttura per l’Iniziazione Cristiana per i bambini e i ragazzi. Questo percorso si<br />
rivolge alla età compresa tra gli 0 e i 18 anni.<br />
Premessa<br />
Anzitutto perché questa proposta?<br />
L’obiettivo generale è accogliere e accompagnare le famiglie nell’educazione alla fede e della fede delle<br />
nuove generazioni perché diventino cristiani.</p>
<p> L’elaborazione di una proposta diocesana per un itinerario di IC con gli sposi-genitori, i bambini, i<br />
ragazzi e gli adolescenti, è frutto di una riflessione approfondita e condivisa sulla necessità di una<br />
pastorale di evangelizzazione in una comunità parrocchiale con un volto, e quindi una azione<br />
pastorale, missionario.</p>
<p> È anche risposta a richieste e domande che giungono in diverso modo dalle nostre parrocchie<br />
attraverso le voci di sacerdoti, catechisti, animatori che chiedono linee comuni sulle quali scrivere<br />
un percorso che introduca ad una vita cristiana.<br />
La difficoltà di comunicare con i ragazzi, le situazioni nuove che caratterizzano la vita delle persone<br />
e delle famiglie in questo nostro tempo, la famosa “fuga” dopo la cresima (se non dopo la<br />
comunione), la solitudine di molti catechisti e animatori, la difficoltà di trovare adulti preparati e<br />
disponibili per la catechesi dei più piccoli … sono solo alcune delle forme attraverso le quali si<br />
esprime quotidianamente questa necessità.</p>
<p> La Chiesa italiana, fin dagli anni ’90, ha iniziato una seria revisione dell’impostazione globale dell’IC<br />
dei ragazzi e degli adulti. Si è aperto un autentico “cantiere” teorico e pratico nel quale anche noi ci<br />
siamo inseriti.</p>
<p> Il ripensamento dell’IC, compresa questa nostra proposta, non è solo una questione organizzativa<br />
ma richiede un profondo cambiamento di mentalità nelle comunità cristiane e negli operatori<br />
pastorali.</p>
<table width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr bgcolor="#ededed">
<td align="right"><a href="http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/documenti_diocesi/8/2011-06/11-568/Presentazione%20percorso%20diocesano_convegno%202011.pdf"><span style="color:#000000;font-family:arial;font-size:x-small;"><strong>Presentazione percorso diocesano_convegno 2011.pdf</strong></span></a></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ededed">
<td align="right"><a href="http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/documenti_diocesi/8/2011-06/11-568/Bozza%20di%20Proposta%20percorso%20IC_0_18%20anni.pdf"><span style="color:#000000;font-family:arial;font-size:x-small;"><strong>Bozza di Proposta percorso IC_0_18 anni.pdf</strong></span></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cantieridellapastorale.wordpress.com/557/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cantieridellapastorale.wordpress.com/557/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cantieridellapastorale.wordpress.com/557/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cantieridellapastorale.wordpress.com/557/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cantieridellapastorale.wordpress.com/557/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cantieridellapastorale.wordpress.com/557/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cantieridellapastorale.wordpress.com/557/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cantieridellapastorale.wordpress.com/557/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cantieridellapastorale.wordpress.com/557/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cantieridellapastorale.wordpress.com/557/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cantieridellapastorale.wordpress.com/557/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cantieridellapastorale.wordpress.com/557/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cantieridellapastorale.wordpress.com/557/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cantieridellapastorale.wordpress.com/557/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantieridellapastorale.wordpress.com&amp;blog=14314182&amp;post=557&amp;subd=cantieridellapastorale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Iniziazione cristiana dei ragazzi. Indicazioni di Benedetto XVI alla diocesi di Roma</title>
		<link>http://cantieridellapastorale.wordpress.com/2011/06/15/iniziazione-cristiana-dei-ragazzi-indicazioni-di-benedetto-xvi-alla-diocesi-di-roma/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 18:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciano meddi</dc:creator>
				<category><![CDATA[diocesi di roma]]></category>
		<category><![CDATA[iniziazione dei ragazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[2011\ 15 GIUGNO\ Luciano Meddi Lunedi 13 giugno il Papa benedetto XVI ha partecipato, come è ormai tradizione, alla apertura del Convegno Pastorale della Diocesi di Roma. cf. testo dell&#8217;intervento in http://www.zenit.org/article-27071?l=italian  \ http://www.youtube.com/watch?v=b38Pth7Rr8U 1. Ci sono diversi motivi per sottolineare il recente intervento di Benedetto XVI al Convegno diocesano di Roma che aveva per tema il rinnovamento [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantieridellapastorale.wordpress.com&amp;blog=14314182&amp;post=547&amp;subd=cantieridellapastorale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>2011\ 15 GIUGNO\ Luciano Meddi</p>
<p>Lunedi 13 giugno il Papa benedetto XVI ha partecipato, come è ormai tradizione, alla apertura del Convegno Pastorale della Diocesi di Roma.</p>
<p>cf. testo dell&#8217;intervento in <a href="http://www.zenit.org/article-27071?l=italian">http://www.zenit.org/article-27071?l=italian</a>  \ <a href="http://www.youtube.com/watch?v=b38Pth7Rr8U">http://www.youtube.com/watch?v=b38Pth7Rr8U</a></p>
<p><img src="http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/121q08a2.jpg" alt="" width="512" height="441" /></p>
<p>1. Ci sono diversi motivi per sottolineare il recente <strong>intervento di Benedetto XVI</strong> al Convegno diocesano di Roma che aveva per tema il rinnovamento della prassi di iniziazione cristiana.</p>
<p>In primo luogo la percezione che quanto il Papa riflette con la sua diocesi progressivamente diventa <strong>tema di indagine per l&#8217;intero episcopato italiano</strong>. Così è stato negli anni recenti circa il tema della educazione come via della comunicazione della fede.</p>
<p>In secondo luogo perchè l&#8217;intervento, sebbene dedicato alla IC dei ragazzi, per un lungo  tratto ha per argomento nuovamente <strong>la comunicazione della fede</strong> definita primo annuncio e nuova evangelizzazione. In questa prospettiva il Papa ritorna sul fatto che si deve centrare la questione sulla dimensione cristologica.</p>
<p>2. Ricordando Hans Urs von Balthasar: &#8220;<strong>la fede non deve essere presupposta ma proposta</strong>&#8220;,  egli ripete che “la risposta della fede nasce quando l’uomo scopre, per grazia di Dio, che credere significa trovare la vita vera, la &#8220;vita piena&#8221;. Ma avverte: “se gli uomini dimenticano Dio è anche perché spesso si riduce la persona di Gesù a un uomo sapiente e ne viene affievolita se non negata la divinità. Questo modo di pensare impedisce di cogliere la novità radicale del Cristianesimo, perché se Gesù non è il Figlio unico del Padre allora nemmeno Dio è venuto a visitare la storia dell’uomo”.</p>
<p>Dunque si ricorda che la questione della <strong>nuova evangelizzazione va risolta nella prospettiva dogmatica</strong> che relativizza invece tutta la questione del rapporto tra annuncio e Gesù storico.  Abbiamo trovato questa impostazione proprio nel <span style="text-decoration:underline;"> </span><a href="http://cantieridellapastorale.wordpress.com/2011/05/31/il-comunicato-finale-della-63a-assemblea-dei-vescovi-verso-un-nuovo-cristocentrismo/">comunicato finale della 63a Assemblea dei Vescovi</a> <span style="text-decoration:underline;"> </span>dove formulavo l’ipotesi se si stesse introducendo la riflessione per un nuovo cristocentrismo.</p>
<p>Il Papa invita a privilegiare la <em>fede in Gesù </em>prima di narrare <em>la fede di Gesù</em>. In questo modo non si affronta di nuovo la questione del rapporto tra cultura e messaggio, mentre si continua nella ricerca di forme comunicative più persuadenti.</p>
<p>3. Spostando la sua riflessione sulla questione pastorale della <strong>IC dei ragazzi</strong> propriamente detta, il Papa riafferma le scelte necessarie per un suo rinnovamento. Il coinvolgimento in varie forme dei genitori che la Chiesa, come madre premurosa, intende sostenere;  il prezioso aiuto di oratori, i campi estivi, le piccole e grandi esperienze di servizio e quindi il tema della pastorale integrata nelle  attività e nei soggetti educativi.</p>
<p>È in questa prospettiva che è <strong>utile sottolineare un lungo passaggio</strong>.</p>
<p>Proprio riferendosi al tema di una offerta educativa che sia esperienza di vita cristiana e non sono insegnamento il Papa si sofferma sugli “<strong>adolescenti che compiono il cammino dell’iniziazione cristiana</strong> invitandoli  a maturare un coerente impegno di vita. Incoraggio, quindi, a percorrere questa strada che fa scoprire il Vangelo non come un’utopia, ma come la forma piena dell’esistenza. Tutto ciò va proposto in particolare a coloro che si preparano a ricevere il sacramento della Cresima, affinché il dono dello Spirito Santo confermi la gioia di essere stati generati figli di Dio. <strong>Vi invito dunque a dedicarvi con passione</strong></p>
<p><strong>alla riscoperta di questo Sacramento,</strong> perché chi è già battezzato possa ricevere in dono da Dio</p>
<p>il sigillo della fede e diventi pienamente testimone di Cristo”.</p>
<p>4. <strong>Non mi sembra fuori luogo fare tre riflessioni.</strong></p>
<p>Che il papa si riferisca agli adolescenti come categoria generica e non specificamente psico-sociale, può essere. Ma in ogni caso sarà <strong>difficile continuare ad affermare che la IC dei ragazzi termina il prima possibile</strong>! Ma al contrario si invita a prolungare la ICR verso questa età. Questo per la recente storia della diocesi di Roma è un felice ritorno all’entusiasmo e prospettive degli  anni post-conciliari.</p>
<p>Che l’itinerario di questa tappa formativa sia centrato sulla <strong>maturazione della coerenza di vita e come forma piena di esistenza</strong>, è ugualmente chiaro. Esso richiede una catechesi di apprendimento, esperienza de organizzata non a tempo ma nella <strong>prospettiva del catecumenato crismale</strong>.</p>
<p>Che, infine, il testo lascia intendere che nella  riflessione del Papa <strong>non sia centrale il ripristino dell’ordine dei sacramenti</strong>, quanto  piuttosto la qualità della riscoperta del battesimo nella “confermazione” della cresima – invito rivolto agli adolescenti -  penso sia una deduzione legittima.</p>
<p>Tre riflessioni, quindi, certamente utili nella  riflessione in atto per il rinnovamento dell’itinerario della IC per i ragazzi.</p>
<pre></pre>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cantieridellapastorale.wordpress.com/547/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cantieridellapastorale.wordpress.com/547/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cantieridellapastorale.wordpress.com/547/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cantieridellapastorale.wordpress.com/547/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cantieridellapastorale.wordpress.com/547/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cantieridellapastorale.wordpress.com/547/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cantieridellapastorale.wordpress.com/547/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cantieridellapastorale.wordpress.com/547/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cantieridellapastorale.wordpress.com/547/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cantieridellapastorale.wordpress.com/547/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cantieridellapastorale.wordpress.com/547/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cantieridellapastorale.wordpress.com/547/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cantieridellapastorale.wordpress.com/547/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cantieridellapastorale.wordpress.com/547/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantieridellapastorale.wordpress.com&amp;blog=14314182&amp;post=547&amp;subd=cantieridellapastorale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il comunicato finale della 63a Assemblea dei Vescovi. Verso un nuovo cristocentrismo?</title>
		<link>http://cantieridellapastorale.wordpress.com/2011/05/31/il-comunicato-finale-della-63a-assemblea-dei-vescovi-verso-un-nuovo-cristocentrismo/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 07:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciano meddi</dc:creator>
				<category><![CDATA[progetto cei]]></category>

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		<description><![CDATA[2011\ 31 MAGGIO\ Luciano Meddi Il 27 maggio è stato diramato il Comunicato Finale della 63a Assemblea Generale dei Vescovi Italiani. L’Assemblea e il Comunicato era attesi per cogliere le prime linee di attuazione degli Orientamenti per il decennio. Dalla lettura integrale del testo si ricavano diverse indicazioni che qui vengono riassunte in modo schematico. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantieridellapastorale.wordpress.com&amp;blog=14314182&amp;post=539&amp;subd=cantieridellapastorale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.osservatoreromano.va/orportal-portlets-portal/detail/binaries/news/cultura/2010/286q10-cristocentrismo-di-un-teologo-modello/286q05b2.jpg" alt="" width="420" height="422" /></p>
<p><span style="color:#800000;font-family:'Trebuchet MS';">2011\ 31 MAGGIO\ Luciano Meddi</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">Il 27 maggio è stato diramato il Comunicato Finale della 63a Assemblea Generale dei Vescovi Italiani. L’Assemblea e il Comunicato era attesi per cogliere le prime linee di attuazione degli Orientamenti per il decennio. Dalla lettura integrale del testo si ricavano diverse indicazioni che qui vengono riassunte in modo schematico.</p>
<p>1. sembra esserci un centro teologico da cui partire per comprendere la missione della chiesa Italiana in questo periodo. La situazione religiosa è letta come tempo di “secolarizzazione costituisce la condizione normale per ciascuno” e tale situazione nasce storicamente dal “venire meno la fiducia che la singolarità di Cristo conferisca unità e senso a tutto ciò che è umano…Questa frattura ha aperto la strada alla privatizzazione della fede e alla costruzione di alternative culturali all’universalismo cristiano, sfociate nelle ideologie del Novecento” occorre quindi una pastorale missionaria “ che individua nel Cristo il principio che ridona respira a tutto l’umano” (n. 1)</p>
<p>2. più esattamente una rinnovata pastorale cristo-centrata viene definita come “necessità di contestualizzare l’opera educativa della Chiesa nel panorama culturale, consapevoli del fatto che è questo il momento per indicare strade che introducano e accompagnino all’incontro con Cristo” (n. 2)</p>
<p>3. Non mancano “nelle nostre comunità sperimentazioni stimolanti e buone prassi, soprattutto nell’ambito dell’iniziazione cristiana dei bambini e dei ragazzi: un primo obiettivo operativo sarà quello di una mappatura delle esperienze, che ne consenta una conoscenza più diffusa in vista del discernimento.” (n. 2)</p>
<p>4. “Accanto alla famiglia, rimane fondamentale il ruolo della parrocchia. Associazioni laicali, gruppi e movimenti vanno a loro volta valorizzati, verificandone con puntualità esperienze e proposte educative” (n. 2)</p>
<p>5. la lettura sociale dei Vescovi ha condiviso “la preoccupazione per la situazione di precariato lavorativo…l’impegno a investire energie per formare una nuova generazione di amministratori e di politici appassionata al bene comune” mentre si riconosce che gli abusi sessuali dei ministri ordinati sono “causa danni incalcolabili a giovani vite e alle loro famiglie, cui non cessiamo di presentare il nostro dolore e la nostra incondizionata solidarietà”. Inoltre i “Vescovi hanno chiesto con fermezza che le armi cedano il posto alla diplomazia” per la soluzione dei fatti del nord-africa (n. 3)</p>
<p>trovi il testo completo in <a href="http://www.chiesacattolica.it/">http://www.chiesacattolica.it</a></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cantieridellapastorale.wordpress.com/539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cantieridellapastorale.wordpress.com/539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cantieridellapastorale.wordpress.com/539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cantieridellapastorale.wordpress.com/539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cantieridellapastorale.wordpress.com/539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cantieridellapastorale.wordpress.com/539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cantieridellapastorale.wordpress.com/539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cantieridellapastorale.wordpress.com/539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cantieridellapastorale.wordpress.com/539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cantieridellapastorale.wordpress.com/539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cantieridellapastorale.wordpress.com/539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cantieridellapastorale.wordpress.com/539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cantieridellapastorale.wordpress.com/539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cantieridellapastorale.wordpress.com/539/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantieridellapastorale.wordpress.com&amp;blog=14314182&amp;post=539&amp;subd=cantieridellapastorale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>La formazione degli adulti nella Chiesa italiana</title>
		<link>http://cantieridellapastorale.wordpress.com/2011/05/26/la-formazione-degli-adulti-nella-chiesa-italiana/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 03:36:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciano meddi</dc:creator>
				<category><![CDATA[cammini con adulti]]></category>
		<category><![CDATA[parrocchia missionaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Una nuova stagione formativa 1. Sia a livello sociale (Censis 2007) che ecclesiale cresce l&#8217;esigenza di riferirsi alla scienza pedagogica per dare risposta alla mancanza di identità dei diversi soggetti umani. Anche nella chiesa ha preso piede una densa riflessione sulla natura pedagogica “nella via della santità” dei suoi soggetti (cf. le riflessioni di Giovanni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantieridellapastorale.wordpress.com&amp;blog=14314182&amp;post=533&amp;subd=cantieridellapastorale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p>Una nuova stagione formativa</p>
<p>1. Sia a livello sociale (Censis 2007) che ecclesiale cresce l&#8217;esigenza di riferirsi alla scienza pedagogica per dare risposta alla mancanza di identità dei diversi soggetti umani. Anche nella chiesa ha preso piede una densa riflessione sulla natura pedagogica “nella via della santità” dei suoi soggetti (cf. le riflessioni di Giovanni Paolo II: Christifideles laici, Pastores dabo vobis, Vita consacrata, le recenti indicazioni di Benedetto XVI, autori, esperienze ecclesiali e associazioni<br />
teologiche…).</p>
<p>L’inserimento di tale dimensione (che non proviene dalla tradizione ecclesiale) non è sempre facilmente accolta. Spesso viene osteggiata preferendo una “presunta” autonoma pedagogia cristiana.</p>
<p>2. La riflessione si esprime attraverso una pluralità di termini: istruzione, socializzazione, acculturazione, educazione, formazione. Tale pluralità ci aiuta a comprendere la complessità di questo ricorso e l’ “incerta” definizione di formazione. Questo ci porta a dare una definizione provvisoria del termine &#8220;formazione&#8221; nei termini di: processo intenzionale, frutto di accordo reciproco e progressivo tra i diversi soggetti implicati, che ha come scopo quello di sviluppare competenze specifiche, cioè una trasformazione visibile misurabile, all&#8217;interno della finalità più ampia della istituzione che promuove tale formazione.</p>
<p>Ecco perché si preferisce utilizzare il termine più complesso educazione-formazione che permette di individuare sia l&#8217;elemento personale che sociale&#8230;</p>
<p><span style="font-size:x-small;"><a href="http://www.lucianomeddi.eu/interventi/Formazioneadulti_Aci.pdf"><span style="color:#000080;">leggi tutto il  testo</span></a></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cantieridellapastorale.wordpress.com/533/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cantieridellapastorale.wordpress.com/533/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cantieridellapastorale.wordpress.com/533/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cantieridellapastorale.wordpress.com/533/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cantieridellapastorale.wordpress.com/533/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cantieridellapastorale.wordpress.com/533/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cantieridellapastorale.wordpress.com/533/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cantieridellapastorale.wordpress.com/533/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cantieridellapastorale.wordpress.com/533/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cantieridellapastorale.wordpress.com/533/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cantieridellapastorale.wordpress.com/533/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cantieridellapastorale.wordpress.com/533/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cantieridellapastorale.wordpress.com/533/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cantieridellapastorale.wordpress.com/533/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantieridellapastorale.wordpress.com&amp;blog=14314182&amp;post=533&amp;subd=cantieridellapastorale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Crisi della pastorale come crisi formativa\2       La persona via della pastorale</title>
		<link>http://cantieridellapastorale.wordpress.com/2011/05/09/crisi-della-pastorale-come-crisi-formativa2-la-persona-via-della-pastorale/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 08:14:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciano meddi</dc:creator>
				<category><![CDATA[ridire la fede]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel precedente Crisi della pastorale come crisi formativa?esprimevo l&#8217;opinione che un primo fattore della crisi della pastorale derivi dall&#8217;esaurimento o relativizzazione della narrazione della fede codificata nel Concilio di Trento. Facevo questa affermazione a partire dalla definizione della religione come linguaggio fatta dalla Scienze Umane (=SU). Tuttavia le SU aiutano comprendere anche una seconda riflessione circa la crisi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantieridellapastorale.wordpress.com&amp;blog=14314182&amp;post=527&amp;subd=cantieridellapastorale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://spazioblog.progettoculturale.it/wp-content/uploads/2008/12/uomo.jpg" alt="" /></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">Nel precedente <a href="http://www.aesp.it/aespblog/00010.htm">Crisi della pastorale come crisi formativa?</a>esprimevo l&#8217;opinione che un primo fattore della crisi della pastorale derivi <strong>dall&#8217;esaurimento o relativizzazione della narrazione della fede codificata nel Concilio di Trento</strong>. Facevo questa affermazione a partire dalla definizione della religione come linguaggio fatta dalla Scienze Umane (=SU).</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
Tuttavia le SU aiutano comprendere anche una <strong>seconda riflessione circa la crisi pastorale</strong>. Sempre a partire da quanto è avvenuto nella modernità riaffermo l’ipotesi è che il “modello di produzione” non sia adeguato alla presa di coscienza del destinatario dell’azione pastorale perché è tutto centrato sull’obiettivo di mantenere la correttezza (ortodossia) dell’informazione piuttosto che sulla relazione che si deve stabilire al fine di interiorizzare il messaggio stesso.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">Qui in discussione non è il racconto che appare dissociato dalla cultura, ma il fatto che qualsiasi racconto o cultura sarebbe formalizzato (rimarrebbe estraneo) alla persona se il suo processo formativo prescindesse dalla persona come soggetto e via principale. In altri termini la finalità (prodotto) della interiorizzazione e trasformazione (assimilazione di competenze) dovrebbe essere oggi la logica da assumere <strong>nella preoccupazione di riadeguare il sistema formativo ecclesiale</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
Sicuramente siamo tutti disposti a rispondere che sia il medium comunicativo “chiesa” a non essere adeguato. Ma qui è il punto. Quando affermiamo di essere disposti a modificare il modo di essere comunicativi della chiesa intendiamo che dobbiamo solamente trovare modalità di comunicazione diverse? Questo modo di pensare il problema non tiene conto che la comunicazione avviene tra soggetti di pari dignità. Il cosiddetto “destinatario” della azione pastorale è una persona. <strong>È la persona che è chiamata a prendere posizione nel primo annuncio;</strong> è la persona che – analogamente – deve crescere nella proposta cristiana. Il soggetto della crescita o della non crescita è la persona.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
<strong>L’intero rapporto tra proposta e accoglienza si gioca all’interno della dinamica della identità personale</strong> (si comprende che qui non vogliamo discutere se l’identità si costruisce nella relazione o nell’autoaffermazione). Questa realtà è stata accentuata con lo sviluppo antropologico della modernità come si è delineata in occidente. Il processo di crescita della persona umana ha maturato una coscienza di soggettività e di libertà individuale che non può più essere disconosciuta.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
Il passaggio, da quanto detto, al termine “formazione” è facile. Questo termine sta assumendo nella chiesa uno spessore notevole. Esso viene a significare appunto, un nuovo rapporto tra la Chiesa Madre e gli iniziati-discepoli. È attraverso la formazione che, in questo contesto di pluralità e soggettività, è <strong>possibile “autenticare” la libertà delle persone</strong> perché giungano alla adesione al Vangelo e ridefiniscano la propria esistenza secondo l’esperienza cristiana.<br />
La formazione va compresa dunque come via/strumento di evangelizzazione e crescita della comunità.</span></p>
<p>2\ fine</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cantieridellapastorale.wordpress.com/527/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cantieridellapastorale.wordpress.com/527/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cantieridellapastorale.wordpress.com/527/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cantieridellapastorale.wordpress.com/527/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cantieridellapastorale.wordpress.com/527/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cantieridellapastorale.wordpress.com/527/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cantieridellapastorale.wordpress.com/527/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cantieridellapastorale.wordpress.com/527/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cantieridellapastorale.wordpress.com/527/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cantieridellapastorale.wordpress.com/527/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cantieridellapastorale.wordpress.com/527/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cantieridellapastorale.wordpress.com/527/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cantieridellapastorale.wordpress.com/527/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cantieridellapastorale.wordpress.com/527/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantieridellapastorale.wordpress.com&amp;blog=14314182&amp;post=527&amp;subd=cantieridellapastorale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>

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	</item>
		<item>
		<title>Crisi della pastorale come crisi formativa\1</title>
		<link>http://cantieridellapastorale.wordpress.com/2011/04/29/crisi-della-pastorale-come-crisi-formativa1/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 15:35:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciano meddi</dc:creator>
				<category><![CDATA[progetto cei]]></category>
		<category><![CDATA[ridire la fede]]></category>
		<category><![CDATA[società e cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Più volte ci siamo posti il problema se la crisi della pastorale non fosse solo di natura comunicativa ma anche più profonda. Facendo una analisi di qualità della situazione la crisi si può identificare nel prodotto offerto (non) più adatto alle esigenze dei destinatari; oppure al marketing per cui il prodotto non appare per il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantieridellapastorale.wordpress.com&amp;blog=14314182&amp;post=519&amp;subd=cantieridellapastorale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://share.dschola.it/2circolobra/Terzini2007/disegni%20da%20ricordare/Mele/agricoltura.gif" alt="" width="487" height="347" /></p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">Più volte ci siamo posti il problema <strong>se la crisi della pastorale non fosse solo di natura comunicativa ma anche più profonda</strong>. Facendo una analisi di qualità della situazione la crisi si può identificare nel prodotto offerto (non) più adatto alle esigenze dei destinatari; oppure al marketing per cui il prodotto non appare per il valore intrinseco che possiede;  oppure è una crisi di produzione per cui il prodotto originario viene realizzato secondo specifiche che lo snaturalizzato; oppure di costi di produzione per cui  il prodotto, pur ripetuto valido, non può essere acquistato. Sicuramente la crisi attuale è trasversale e riguarda ciascuno di questi elementi</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">Si tratta di capire l’attuale <strong>valore del dispositivo formativo della</strong> <strong>comunità</strong>. La teologia missionaria ci afferma che quando una persona “mossa dallo Spirito” si sente attratta alla vita cristiana allora la comunità è abilitata a <em>generare figli cioè discepoli in un preciso contesto per una precisa missione</em>. Da questo punto di vista una analisi adeguata si deve interrogare proprio su questo aspetto: perché la <em> mozione</em> dello Spirito non produce cristiani e comunità adulte nella vita cristiana? <strong>Perché il processo di produzione (la formazione)  nella comunità si è bloccato? Dove si pone il blocco? </strong></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">Ritengo utile fare due riflessioni fondamentali. </span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">La <em>prima riflessione</em> riguarda <strong>il rapporto religione e cultura nel nostro contesto</strong>. Come già affermato esso è inevitabile. Le Religioni affermano che il loro sapere deriva da una rivelazione per cui è la cultura che deve adattarsi e riferirsi ad esse. Le Scienze Umane (=SU) mettono in evidenza un altro aspetto. Le rivelazioni religiose rispondono in parte ai bisogni culturali dei diversi tempi. I principi fondativi possono avere anche una origine “trascendente” ma il loro rapporto con i gruppi sociali è <em>storicizzato</em> o adattato ai bisogni fondamentali dei una cultura. Se utilizziamo un concetto <em>dinamico</em> di Rivelazione questa affermazione non ci fa paura. Se non confondiamo l’azione rivelatrice dello Spirito di Dio con le interpretazioni progressive della verità che l’umanità e la chiesa riesce a fare, allora comprendiamo che <strong>le crisi culturali non sono ostacolo alla missione, ma il suo normale cammino</strong>. Alla luce dei principi fondativi narrati <em>dentro</em> le narrazioni raccolte nella Bibbia, la comunità cristiana può trarre con profitto cose nuove e cose antiche (Mt 13,52). Gesù stesso definisce la sua missione come ermeneutica della antica Legge (Mt 5,17).</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">Questa premessa mi porta a porre l’ipotesi se la crisi formativa della comunità non sia innanzitutto <strong>crisi della narrazione privilegiata nella modernità</strong> per veicolare l’interpretazione fondamentale della rivelazione. Essa è stata quella redentiva. Soprattutto dopo il concilio di Trento il mito fondatore (la esperienza fontale di Gesù di Nazaret) è stato veicolato con la narrazione che definiva come significato principale quello della risposta al bisogno antropologico di sentirsi perdonati dalla divinità. </span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">Questa verità religiosa è collegata a diverse dimensioni umane che le SU hanno progressivamente sottolineato e scoperto. I gruppi sociali e le persone, cioè, univano a questo annuncio fondamentale dell’amore di Dio la speranza che anche le altre forme del potere si comportassero in modo analogo. Nel momento in cui i medesimi gruppi sociali (in Europa) hanno <strong>emancipato la società</strong> dalle forme di arbitrio politico, lo schema interpretativo della religione ha perso il suo valore sociale; è stato marginalizzato dalla cultura e lasciato alla libera scelta personale. Questo non significa che non è vero, ma che non serve più ad alcuni aspetti della cultura. </span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">Il cristianesimo sarebbe all’esaurimento del suo ruolo sociale <em>solo se possedesse</em> questa sola interpretazione (narrazione) del suo racconto fontale. Ma non è così. Gli studiosi ci offrono la ricchezza delle interpretazioni e proposte del NT. </span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">Dal punto di vista pedagogico questo significherebbe che, se questa ricostruzione ha una qualche validità, è allora comprensibile che <strong>anche le mediazioni pedagogiche (rito, dottrina, simboli, totem, calendario) soffrono della stessa crisi culturale</strong>. Esse sono improduttive perché “dissociate” dalla struttura culturale. Il ripotenziamento pedagogico del cristianesimo sarebbe allora collegato con la decisione pastorale di rivedere i grandi racconti o di renderle plurali. Non tanto nel rafforzamento <em>affettivo</em> del dispositivo precedente, ma nel suo ampliamento.  Oltre che questione di <em>relazione generativa</em> si tratterebbe di verificare se gli adulti nella fede appaiono “significativi” per il bisogno religioso e culturale della NG.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">1\ segue</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cantieridellapastorale.wordpress.com/519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cantieridellapastorale.wordpress.com/519/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cantieridellapastorale.wordpress.com/519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cantieridellapastorale.wordpress.com/519/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cantieridellapastorale.wordpress.com/519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cantieridellapastorale.wordpress.com/519/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cantieridellapastorale.wordpress.com/519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cantieridellapastorale.wordpress.com/519/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cantieridellapastorale.wordpress.com/519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cantieridellapastorale.wordpress.com/519/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cantieridellapastorale.wordpress.com/519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cantieridellapastorale.wordpress.com/519/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cantieridellapastorale.wordpress.com/519/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cantieridellapastorale.wordpress.com/519/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantieridellapastorale.wordpress.com&amp;blog=14314182&amp;post=519&amp;subd=cantieridellapastorale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Da chi vogliamo essere cercati? E da chi vogliamo essere condotti?</title>
		<link>http://cantieridellapastorale.wordpress.com/2011/02/21/da-chi-vogliamo-essere-cercati-e-da-chi-vogliamo-essere-condotti/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 04:06:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciano meddi</dc:creator>
				<category><![CDATA[progetto cei]]></category>

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		<description><![CDATA[Le vicende politico-sociali di questi mesi ci chiedono una riflessione pastorale seria. Il post di F. Garelli su Famiglia Cristiana &#8220;Festini ad Arcore, cattolici divisi&#8221; è &#8220;sociologicamente chiaro&#8221;: &#8220;Tra chi va a Messa alla domenica, il 28 per cento è indulgente verso Berlusconi, il 16 continua ad ammirarlo, il 6 si dichiara ancora suo tifoso; [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantieridellapastorale.wordpress.com&amp;blog=14314182&amp;post=506&amp;subd=cantieridellapastorale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le vicende politico-sociali di questi mesi ci chiedono una riflessione pastorale seria.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.unito.it/unitoWAR/ShowBinary/BEA%20Repository/Contatto_Persona/G/Garelli%20Franco//foto" alt="" width="160" height="160" />Il post di F. Garelli su Famiglia Cristiana &#8220;<a href="http://www.famigliacristiana.it/Informazione/News_2/articolo/festini-di-arcore-cattolici-divisi_070211152253.aspx">Festini ad Arcore, cattolici divisi</a>&#8221; è &#8220;sociologicamente chiaro&#8221;:</p>
<p>&#8220;Tra chi va a Messa alla domenica, il 28 per cento è indulgente verso Berlusconi, il 16 continua ad ammirarlo, il 6 si dichiara ancora suo tifoso; gli indignati sono il 13 per cento e i critici il 37. Dunque, fifty-fifty.<br />
Ma il dato di maggior rilievo è il fatto che i più scandalizzati dalle recenti vicende di Arcore e dintorni (e dall’immagine che se ne dà delle donne) si ritrovano tra quanti non entrano mai in chiesa o lo fanno solo una tantum o nelle grandi festività. Dunque, i tolleranti abbondano più tra i praticanti regolari che tra i non credenti o i fedeli occasionali. D’accordo che i risultati dei sondaggi vanno presi con le pinze, per i molti che si rifiutano di rispondere al volo a questioni la cui maggior fonte di informazione sono i mass media&#8221;.</p>
<p>Tesi che il Garelli stava già suggerendo da alcuni anni (cf. Garelli F., Tendenze della religiosità in Italia. Un&#8217;indagine promossa da &#8220;Avvenire&#8221; quattro anni dopo quella dell&#8217;Università Cattolica, in La Scuola Cattolica, 1999, 127,2/3, 177-193;  L&#8217;Italia cattolica nell&#8217;epoca del pluralismo, Il Mulino, Bologna  2006;  La Chiesa in Italia, Il Mulino, Bologna  2007).<br />
<img class="alignleft" src="http://www.dire.it/lib/getfile.php?codimmagine=3631" alt="" width="162" height="130" /><strong>La conferma di questa tendenza viene anche da un sondaggio on-line su Famiglia Cristiana, a cui hanno partecipato 3.500 lettori: il 92 per cento ritiene che la reazione dei cattolici al caso Ruby-Berlusconi sia stata debole, a fronte soltanto del 7 per cento che la considera adeguata.</strong></p>
<p>Questa analisi descrive bene la situazione per la quale i &#8220;vicini&#8221; utilizzano la esperienza liturgico-ecclesiale come conferma di una cultura che ha come centro l&#8217;individuo, il relativismo morale, la riduzione della solidarietà a qualche gesto di carità, la netta separazione tra Vangelo e vita. E&#8217; la vittoria, la estrema manifestazione, di quella analisi di sociologia religiosa già fatta da Gc. Negri all&#8217;inizio degli anni &#8217;60 quando individuava nel formalismo religioso la caratteristica tragica di una pastorale veritativa ( Negri Gc., Considerazioni sul fenomeno della dissociazione tra sapere religioso e mentalità di vita, in Orientamenti Pedagogici, 1961,8, 269-297).</p>
<p>Non sono esclusi da questa prospettiva anche la maggior parte degli aderenti alle nuove forma di vita cristiana: associazioni e movimenti. Se il silenzio &#8220;ufficiale&#8221; dei loro leader è motivato ovviamente da opportunità ecclesiastica,  è anche vero che indagini all&#8217;interno dei loro gruppi mostrerebbero le stesse forme di adesione che Famiglia Cristiana con il suo sondaggio ha ritrovato fuori dalle parrocchie.</p>
<p><strong>A mio modo di vedere questa situazione, purtroppo, conferma analisi e considerazioni pastorali che vanno avanti ormai da una 15 di anni.</strong></p>
<p>1. Non era infatti chiara la proposta di &#8220;Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia&#8221; là dove aveva giustamente introdotto una interpretazione a strati della<img class="alignright" src="http://www.libreriacoletti.it/prdimages/big/9788/9788801005136.jpg" alt="" width="108" height="184" /> comunità cristiana. Aveva introdotto la distinzione pastorale tra praticanti e gli &#8220;sporadici&#8221;.</p>
<p>CVMC scriveva al n. 46: &#8220;vogliamo delineare i due livelli specifici, ai quali ci pare si debba rivolgere l’attenzione nelle nostre comunità locali. <strong>Parleremo anzitutto di quella che potremmo chiamare «comunità eucaristica»</strong>&#8230; e la vasta realtà di coloro che, pur essendo battezzati, hanno un rapporto con la comunità ecclesiale che <strong>si limita a qualche incontro più o meno sporadico</strong>, in occasioni particolari della vita, <strong>o rischiano di dimenticare il loro battesimo e vivono nell’indifferenza religiosa&#8221;</strong>.</p>
<p>Il tentativo di &#8220;stratificare&#8221; i fedeli era corretto ma occorre avere il coraggio di fare analisi evangeliche e concludere che la NE riguarda soprattutto i vicini e gli operatori pastorali. Un serio progetto di <em>Ridire la fede in parrocchia</em> avrà come primo capitolo di un Progetto di catechesi proprio quello rievangelizzare questo nucleo centrale (Meddi L., Ridire la fede in Parrocchia. Percorsi di evangelizzazione e di formazione, Edb, Bologna  2010, capitolo 11).</p>
<p><strong>Quale è esattamente il senso di espressioni tipo &#8220;C’è in Italia uno &#8220;zoccolo duro&#8221; della fede che permane; il problema è la trasmissione della fede ai giovani. È questa la grande sfida»&#8221;. Quale sarebbe lo &#8220;zoccolo duro&#8221; che abbiamo coccolato in questi anni?</strong></p>
<p>2. Mette in crisi anche alcune scelte successive. Tra queste segnalo l&#8217;operazione  della <strong>&#8220;Lettera ai cercatori di Dio&#8221;</strong> voluta dalla  Commissione episcopale della<img class="alignright" src="http://www.chiesacattolica.it/cci_new_v3/allegati/7103/lettera-ai-cercatori-di-Dio.gif" alt="" width="110" height="110" /> Cei per la dottrina della fede, annuncio e catechesi (Il Regno, 2009, 54, 11, 344-368). Un testo per sè gradevole ma che non chiarisce proprio la questione di fondo: per il futuro del cristianesimo in Italia, da chi vogliamo essere cercati?</p>
<p>Una nuova evangelizzazione non può non partire se non dalla domanda &#8221;chi sono coloro che desiderano ricominciare&#8221; facendo scelte precise in ordine ai nostri alleati ( Meddi L., Ridire la fede in Parrocchia. Percorsi di evangelizzazione e di formazione, Edb, Bologna  2010, c. 8).</p>
<p>3. La terza riflessione che la lettura pastorale della situazione attuale mi suscita non può esimersi da una domanda più difficile. F. Garelli conclude &#8220;<strong>Come a dire che c’è qualcosa che non va in “casa propria”, quando gli occhiali si appannano sino al punto da non vedere il danno etico che deriva al Paese e ai giovani da comportamenti privati di alti personaggi che fanno cultura pubblica&#8221;. </strong></p>
<p><strong></strong>Giusto, ma occorre chiamare per nome le cose. Quello che non va è l&#8217;impianto, il dispositivo, l&#8217;orizzonte pastorale proposto o imposto alle chiese italiane negli ultimi 20 anni.<img class="alignright" src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSS6DxsMIrzuHqigXnN43lMqlPUIo_imIH9D-gg2X56Qqvb6Vhssw" alt="" width="103" height="78" /></p>
<p>Non facciamo finta che tutto sia avvenuto all&#8217;improvviso. E&#8217; anche frutto delle scelte pastorali messe in atto. Questo è il livello della riflessione che va affrontato con coraggio in vista di una nuova evangelizzazione. Sono state adatte le priorità, le letture pastorali, la determinazione degli obiettivi, la selezione delle leadership,  condotte nella Cei in questi anni? Ottima l&#8217;intuizione del &#8220;Progetto Culturale&#8221; della Cei, ma deve servire a sostenere il religioso e la formalizzazione religiosa dei cattolici ?</p>
<p>4. Le fatiche che stiamo vivendo in questi anni e i troppi silenzi con cui ci circondiamo, ci devono portare a ripensare &#8211; è questa la mia opinione &#8211; proprio le strategie di questo secondo post-concilio. Abbiamo preferito la via dell&#8217;appoggio dei poteri forti, ma questi non hanno mai sostenuto il Vangelo!</p>
<p>Si tratta di tornare alla idea di Missione di Giovanni XXIII, quella di una chiesa che agisce senza il potere politico (LG 8c). <strong>E&#8217; una prospettiva missionaria che privilegia la riconciliazione con coloro che, a volte stando fuori dalla pratica religiosa, hanno a  cuore il principio della società solidale e universale</strong>. E&#8217; necessario tornare ad una pratica missionaria messianica. Quella che usa, cioè, il linguaggio della predicazione di Gesù. Di nuovo al cuore della missione c&#8217;è la questione se dobbiamo privilegiare il vangelo o l&#8217;istituzione!</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Catechesi: passione educativa!</title>
		<link>http://cantieridellapastorale.wordpress.com/2011/02/14/catechesi-passione-educativa/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 14:34:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciano meddi</dc:creator>
				<category><![CDATA[progetto cei]]></category>

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		<description><![CDATA[IN SINTESI Nella linea dei nuovi Orientamenti dei vescovi per la pastorale del prossimo decennio, la diocesi è invitata a continuare nel ripensamento della catechesi nella prospettiva educativa, facendo interagire persona, libertà e messaggio, avendo come orizzonte una offerta formativa centrata sulla formazione-abilitazione alla vita cristiana. IL GIÀ FATTO In questi anni il rinnovamento della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantieridellapastorale.wordpress.com&amp;blog=14314182&amp;post=502&amp;subd=cantieridellapastorale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.aesp.it/images/meddi_educatore.jpg" border="2" alt="" hspace="10" vspace="10" width="336" height="509" align="left" /></p>
<h2><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">IN SINTESI</span></h2>
<h2><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">Nella linea dei nuovi Orientamenti dei vescovi per la pastorale del prossimo decennio, la diocesi è invitata a continuare nel ripensamento della catechesi nella prospettiva educativa, facendo interagire persona, libertà e messaggio, avendo come orizzonte una offerta formativa centrata sulla formazione-abilitazione alla vita cristiana.</span></h2>
<h2><span style="color:#000000;font-family:Calibri;font-size:small;"><br />
IL GIÀ FATTO<br />
In questi anni il rinnovamento della catechesi ha insistito su alcuni cambiamenti e trasformazioni davvero necessari. Ricordiamoli:</p>
<p>Una catechesi permanente. Che accompagni tutte le età e le situazioni delle persone, per aiutare la crescita e maturità della fede in modo da acquistare la “sapienza cristiana” di vedere la vita; con il primato della catechesi degli adulti.</p>
<p>Una catechesi evangelizzante. Che rimetta al centro l’annuncio “provocante” del regno, la fede di Gesù di Nazaret, narrata nella Bibbia, con cui “evangelizzare”, dare senso e orientamento, alla vita.<br />
Una catechesi nella e per la comunità. Che nasce dalla tradizione vivente di una chiesa locale e introduce a condividere la sua missione. Attraverso una azione integrata e integrale; coinvolgendo tutti i soggetti: ministeri e carismi. In modo particolare i giovani e gli adulti.</p>
<p>Una catechesi nella realtà del destinatario. Attenta alle età della crescita, alle sue possibilità di comprensione, ai suoi interessi e compiti vitali; attraverso una continua “correlazione” tra Vangelo e Vita.<br />
Una catechesi attiva e coinvolgente. Che si realizza nello stile della ricerca comune, utilizzando i linguaggi e gli strumenti della comunicazione contemporanea, dentro luoghi di vera crescita nella fede.</p>
<p>L’INGRESSO DELLA PROSPETTIVA CATECUMENALE<br />
In modo particolare in questo decennio passato abbiamo riconsiderato il principio iniziatico. Già a partire dal 1988 e poi nel 1991 soprattutto la catechesi dei ragazzi si è arricchita della prospettiva catecumenale.</p>
<p>Questo significa tenere presente non solo le età psico-sociali, ma anche i passaggi spirituali: la evangelizzazione, la formazione catecumenale, la celebrazione e la mistagogia. Ma quando riferiamo la iniziazione cristiana ai ragazzi occorre un ripensamento educativo: occorre tener presente i tempi della crescita e della libertà per evitare che sia sono una imposizione!</p>
<p>PENSARE EDUCATIVAMENTE: I NUOVI ORIENTAMENTI<br />
Un nuovo invito. Gli Orientamenti pastorali del decennio che i Vescovi hanno elaborato ci avvertono che tutto questo non basta perché la situazione dei “processi formativi” in Italia non è favorevole alle scelte di vita centrate sui valori. Il seme del Vangelo cade su terreni non adatti. Occorre quindi ripensare l’evangelizzazione in termini educativi cioè – dice il testo – in modo relazionale, propositivo e trasmettitivo, coinvolgente, globale, integrato.</p>
<p>Significati dentro le parole. L’ingresso del tema “educazione” ci aiuta a riconsiderare nella pedagogia il triplice compito del trasmettere o socializzare, dell’educare o favorire personalizzazione e inculturazione dei valori in un progetto di vita, e formare cioè rendere abili ad usare gli strumenti della vita.</p>
<p>Insegnamento e apprendimento. “Educativo” inoltre, ci ricorda che l’azione pedagogica è un mixer sapiente del ruolo di chi educa e di chi trasforma se stesso. La pratica pedagogica più adatta è quella che si costruisce sull’apprendimento ovvero: le motivazioni, la decisione, la rete dei concetti, la sperimentazione e trasformazione, la sistemazione interiore.</p>
<p>Integrazione tra messaggio e struttura della persona. In buona sostanza educare significa sempre organizzare la proposta di crescita come qualcosa da offrire all’insieme e all’interno della persona che è fatta di tanti dinamismi e regole (motivazione, campo percettivo, compiti evolutivi) e campo valoriale, nella logica del progetto di vita (cioè visione e orientamento di sé).</p>
<p>La animazione come modello di apprendimento e di comunicazione educativa. Molti vedono moto utile questo stile pedagogico perché rende soggetto (autore, veicolo) dell’apprendimento la persona, l’insieme delle sue risorse e quindi la sua libertà.<br />
La comunità di pratica luogo ideale. Educare inoltre mette in chiaro che il luogo ideale della crescita è una comunità in cui soggetti e agenti e agenzie sono in interazione.</p>
<p>I PASSAGGI EDUCATIVI DELLA EDUCAZIONE CRISTIANA<br />
L’ingresso del tema “educativo” ci aiuta a riconsiderare le finalità della catechesi all’interno di tutto il processo pedagogico. Avremo così una catechesi organizzata attorno e come risposta ai compiti evolutivi della persona. Una catechesi che può raggiungere lo scopo di:</p>
<p>Socializzare ovvero trasmettere la religione cristiana e i suoi racconti ispiratori. Questo è necessario all’inizio di ogni percorso e in modo particolare nella età infantile.<br />
Evangelizzare indica l’azione con cui si inizia a costruire un personale progetto di vita avendo il vangelo di Gesù come principio guida. Nel caso dei ragazzi (11-5 anni) significa dare risposte cristiane ai bisogni di crescita e di autonomia propri del cambio pre-adolescenziale.</p>
<p>Iniziare ovvero accompagnare la Iniziazione cristiana in una età in cui le scelte possono essere personalizzate (15-18) per cui è bene concluderla non prima della età adolescenziale attraverso una catechesi di ingresso progressivo nella comunità, la sua missione, sperimentando in concreto la vita cristiana. infondo con i ragazzi “iniziare” significa far fare esperienza in vista di una libera scelta (=mistagogia). Per iniziare, inoltre, è importante il processo di inculturazione cioè di appropriazione del messaggio secondo l’insieme della propria vita.</p>
<p>Formare cioè il compito attraverso cui la catechesi aiuta il concreto esercizio della vita cristiana. Essa giustamente si descrive in termini di competenze: la “comprensione” vita della Bibbia; la vita di fraternità; il proprio posto e vocazione nella comunità; la capacità di servizio e testimonianza del regno; lo sviluppo della spiritualità e vita liturgica personale e comunitario. Questo spiega bene perché la IC non può avvenire se non come mistagogia e in età adatta.</p>
<p>UN PROGETTO PARROCCHIALE<br />
Tutto questo sta portando alla necessità di rivedere la organizzazione della “offerta formativa parrocchiale”, cioè dei tempi della catechesi.</p>
<p>Integrare ES e Lettera 1988. Oltre i modelli in atto (Dottrina, Scuola di catechismo, Catechesi per i sacramenti, catecumenato) nella prospettiva di integrare gli ultimi due modelli: rispetto delle età spirituali, secondo le età evolutive, rispetto dei compiti educativi. Una esemplificazione. Nel volume indicato propongo una organizzazione della IC dei ragazzi in 4 fasi; dalla nascita alla giovinezza, proprio secondo le dimensioni dell’educare. Un tempo della socializzazione (familiare e parrocchiale), della evangelizzazione della vita dei ragazzi, della iniziazione e inculturazione della fede.</p>
<p>PRATICA CATECHISTICA EDUCATIVA<br />
ripensare educativamente la catechesi, infine, ci chiede di rivedere ancora il modo concreto di fare catechesi. Un rinnovamento, una comunicazione e ricerca di fede, che possiamo descrivere in almeno 4 dimensioni. Una catechesi centrata sui dinamismi di crescita della persona tiene sempre in conto:</p>
<p>L’obiettivo autoconsapevolezza per favorire e attivare la libertà di scelta attraverso la conoscenza di se stessi. I passaggi della ricerca di senso che sono la comprensione dei propri schemi mentali, quelli della cultura, verificando gli esiti o successo della vita.<br />
L’inculturazione cioè la attenzione ad aiutare le persone a inserire il vangelo nelle esperienze di vita e linguaggi positivi della cultura. L’interiorizzazione in modo che, attraverso la spiritualità, la liturgia e la mistagogia, la posposta cristiana diventi principio ispiratore delle scelte quotidiane.<br />
Il metodo della animazione culturale in modo che oltre il trasmettere ci sia la ricerca e la sperimentazione della vita cristiana.</span><span style="color:#000000;"><br />
</span></h2>
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		<title>Educazione e pastorale. Un rapporto inquieto</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 05:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciano meddi</dc:creator>
				<category><![CDATA[progetto cei]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[educazione e pastorale]]></category>
		<category><![CDATA[orientamenti pastorali 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[La relazione tra catechesi e educazione nel XX secolo nasce da diverse motivazioni. Per una esigenza culturale in quanto gli stati moderni non accettano un insegnamento del catechismo scolastico che non si adegui agli standards pedagogici del tempo. Da una esigenza missionaria che constata la crescente difficoltà dei ragazzi a prestare attenzione all’insegnamento religioso. Infine [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantieridellapastorale.wordpress.com&amp;blog=14314182&amp;post=496&amp;subd=cantieridellapastorale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.prociechi.it/fnipc/images/pagemaster/educazione_forti.jpg" alt="" width="321" height="431" />La  								relazione tra catechesi e educazione nel XX  								secolo nasce da <strong> diverse motivazioni</strong>.<br />
Per una esigenza <strong> culturale</strong> in quanto gli stati  								moderni non accettano un insegnamento del  								catechismo scolastico che non si adegui agli <em> standards</em> pedagogici del tempo.<br />
Da una esigenza <strong> missionaria</strong> che constata la  								crescente difficoltà dei ragazzi a prestare  								attenzione all’insegnamento religioso.<br />
Infine da una motivazione più 								<strong>pastorale</strong> che riflette sulle possibilità di una vera  								interiorizzazione del messaggio e la crescita  								nella fede.</p>
<p>D’altra parte se da un lato  								da sempre catechesi e educazione si sono  								collegate, è anche vero che nel XX secolo tale  								rapporto <strong>è stato  								vissuto con una certa difficoltà dal magistero  								ma anche dagli operatori pastorali</strong>.  								I catecheti del congresso di Piacenza sono già  								consci di una rilettura pedagogica del  								catechismo, ma riusciranno a far accettare solo  								una distinzione dei ruoli tra la  teologia  								a cui spetta la definizione dei contenuti  								(Dottrina) e la pedagogia a cui spettano le  								strategie comunicative. L&#8217;esempio più evidente  								fu la &#8220;mediazione&#8221; realizzata da 								 								 								con Pavanelli e Vigna al Congresso di Brescia  								del 1912. Un modello che rimane ancora oggi la  								prospettiva più praticabile.</p>
<p>Chi tenterà di 								<strong>andare oltre</strong> verso una maggiore unità tra le due dimensioni,  								farà fatica ad essere accettato. Sia i metodi  								attivi della pedagogia catechistica francese,  								sia il cristocentrismo didattico del nostro G.  								Nosengo, subirono diverse e continue  								opposizioni. La più pesante riguardò J. Colomb  								che vide bocciato il suo progetto di  								riformulazione dell’itinerario catechistico 								<strong>a partire dal  								concetto di progressione psico-pedagogica dei  								catecumeni.</strong></p>
<p>Come per tante altre  								opposizioni, fu il Concilio  								a mediare posizioni più aperte.<br />
Così CD 14 oltre a  								<strong>rinnovare le finalità della catechesi</strong> rinnova anche la pedagogia alla luce della  								situazione socio-culturale dei destinatari. Ai  								catechisti si chiede una formazione aperta alla  								pedagogia e sociologia. Per il concilio queste  								indicazioni non sono in contrasto con il modello  								catecumenale già presente nel medesimo paragrafo  								e più lungamente descritto in AG 14. Oggi noi  								siamo tornati invece a tale apparente 								<strong>contrapposizione</strong>.</p>
<p>Nella linea post-conciliare  								Dcg del 1971 proponeva un itinerario organizzato  								secondo lo sviluppo psico-sociale dei  								destinatari. A distanza di anni accettiamo  								volentieri l’integrazione di Dgc del 1997 che 								<strong>inquadra questa  								prospettiva in quella più ampia delle tappe  								teologiche e spirituali del cammino di fede</strong> ben descritte dal Rica (1978 – Oica 1972).</p>
<p>Tuttavia questo naturale  								collegamento venne “rallentato” da 								<strong>preoccupazioni di  								natura ideologica</strong> già alla fine  								degli anni ’60. La dimensione antropologica  								della catechesi si dovette &#8220;trasformare&#8221; in  								catechesi esperienziale! Si accentuò inutilmente  								la difficoltà pastorale della gestione di tale  								impostazione fino a tracciare netti confini a  								vantaggio della ortodossia dei contenuti a cui  								si deve ispirare una <em>ortoprassi pedagogica</em> (?).</p>
<p>In Italia questa stagione  								prese il nome di “<strong>istanza  								veritativa</strong>” (già nei primi anni  								’80). Si tentò quindi la via tortuosa del  								recupero dei “quattro pilastri della catechesi”  								che dovevano rimandare ad una pedagogia che  								aveva solo il compito di meglio “comunicarli”.</p>
<p>Il primato dell’oggettivo  								oggi è di nuovo messo in crisi e molti si  								ritrovano nella “<strong>rilevanza  								antropologica dell’educazione cristiana</strong>”  								lanciata dagli ambiti di Verona.<br />
Fa tuttavia pensare che coloro che hanno  								lanciato il nuovo rapporto tra antropologia e  								evangelizzazione (fino a sottolineare la  								necessità di una “sfida educativa”) 								<strong>sono gli stessi  								che hanno dato vita alla stagione  								dell’ortodossia ad oltranza</strong>.</p>
<p>Non possiamo poi nasconderci  								che la tensione e polemica tra le due dimensioni  								(educazione pastorale) ha guidato tutto il 								<strong>decennio dedicato  								al ripensamento della Iniziazione Cristiana.</strong> Qualcuno riuscì ad imporre, senza vero  								dibattito, un modello pastorale realizzato a  								partire da una “deduzione pedagogica” del 								<strong>primato  								liturgico-sacramentale.</strong></p>
<p>Fa dunque pensare il fatto  								che gli Orientamenti dei vescovi per i nuovo  								decennio motivino, fin dalla apertura del  								documento, la loro riflessione con le parole di  								Benedetto XVI “siamo  								di fronte a «una grande ‘emergenza educativa’, 								confermata dagli  								insuccessi  								 								a cui troppo spesso vanno incontro i nostri  								sforzi per formare persone solide, capaci di  								collaborare con gli altri e di dare un senso  								alla propria vita»  								(n. 12; cf. 								 								 								Benedetto XVI,<em> Lettera del Santo Padre  								Benedetto XVI alla Diocesi e alla Città di Roma  								sul compito dell&#8217;Educazione</em>, 2008, 21  								gennaio).</p>
<p>Giudizio severo, ma giusto, che mi piace  								interpretare con il ricordo di un antico maestro  								che aveva visto, giustamente, nella  								dissociazione tra fede e vita, causata da un 								 								 								 								apprendimento formale del linguaggio  								religioso,  <strong>il vero  								problema a cui dar risposta</strong> (Negri Gc., 								<em> Considerazioni sul fenomeno della dissociazione  								tra sapere religioso e mentalità di vita</em>, in  								Orientamenti Pedagogici, 1961,8, 269-297)  								ieri come oggi. In altre opere egli concludeva  								che non ci può essere altra strada per la  								realizzazione della integrazione fede e vita che  								la costruzione di un ponte tra messaggio e  								persona.</p>
<p>Non dobbiamo ripartire anche da qui per un  								ripensamento serio della pastorale catechistica  								e del compito di ogni comunità di farsi carico  								di educare la risposta di fede?</p>
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